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VAMPIRI IN TV
©2002 Paolo Motta ©2002 NightIsland.net


Chi come me ha seguito Buffy fin dal primo episodio della prima stagione, non può fare a meno di notare come la serie si sia evoluta sempre più. Le storie si sono fatte sempre più mature e ben costruite, gli argomenti trattati sempre più profondi e addirittura i protagonisti da un semplice gruppo di ragazzi normali radunati attorno a un'amica dai super poteri sono diventati una formidabile équipe di streghe, ex demoni e vampiri "redenti". Diciamo che Buffy è stato un telefilm multiforme come multiforme è la storia del vampirismo sul piccolo schermo fin dai suoi esordi. Per questo cercheremo ora di ricostruirla.

Correva il giugno 1966, quando un produttore televisivo di nome Dan Curtis lanciò per il network ABC il serial Dark Shadows. In origine doveva essere una soap opera con qualche elemento misterioso, ispirata forse in parte al romanze Jane Eyre di Charlotte Bronte. La vicenda ruotava intorno a Victoria Winters, una ragazza assunta come istitutrice presso i Collins, un'antica famiglia del New England che pare nascondere molti segreti nella loro antica magione. Tutte queste atmosfere tenebrose finirono però per allontanare dalla serie il pubblico classico delle soap opera, desideroso più di vicende sentimentali che di tutti questi enigmi. Fu a questo punto che Curtis ebbe l'idea di far cambiare genere al suo telefilm, trasformandolo in un vero e proprio horror. La cosa, all'epoca, era un'autentica rivoluzione se si pensa che il genere ul piccolo schermo si era più che altro intravisto saltuariamente all'interno di episodi di produzione d'altro genere come il fantascientifico Ai Confini della Realtà e il poliziesco Alfred Hitchcock Presenta. Per ottenere tale inversione di tendenza viene introdotto in Dark Shadows un nuovo personaggio: un vampiro chiamato Barnabas che si presenta ai Collins sotto le mentite spoglie di un cugino appartenente al ramo inglese della famiglia. Barnabas comincia così a perseguitare i vari membri della dinastia, cercando ora di ucciderli, ora di vampirizzarli, e mette persino gli occhi su Maggie Evans, la barista locale, in cui crede di riconoscere la reincarnazione della sua promessa sposa, suicidatasi più di centocinquanta anni prima, quando lui divenne un non morto. Il successo ottenuto a questo punto dal telefilm è eclatante. Dopo l'arrivo del vampiro Barnabas, interpretato da Jonathan Frid, attore che suppliva ad un scarsa bellezza fisica con una grande recitazione, puntata dopo puntata cominciano ad apparire tutta una serie di altre creature quali licantropi, fantasmi, streghe, zombi, ecc., sebbene a serie continui a essere trasmessa tutti i giorni feriali nella fascia pomeridiana come fosse ancora una soap opera! Curtis, che in un primo momento aveva pensato di far morire Barnabas una volta imposto il nuovo trend alla serie, si rende però conto che lui è proprio il personaggio più amato dal pubblico. Si decide quindi di mantenerlo, solo di diminuirne la cattiveria. Viene così messo in risalto che questo vampiro compie il male non per vera malvagità ma perché obbligato dalle circostanze. Viene addirittura realizzato un lungo flash-back ambientato a fine Settecento che si snoda per diversi episodi, nel quale si racconta in quali circostanze Barnabas divenne un non morto e di come questa condizione sia per lui una condanna.. E questo era un grosso sforzo produttivo per una serie dal budget bassissimo come questa. Dopo questo flash-back Barnabas è praticamente riabilitato e adesso è lui che difende gli altri protagonisti da tutte le minacce soprannaturali che si scatenano nel corso del telefilm. Nonostante il grande successo avuto negli Stati Uniti, dove è ancora oggi riproposta con successo, Dark Shadows non è mai giunta in Italia, dove è conosciuta solo tramite una versione a fumetti pubblicata nei primi anni '70 sulla rivista Il Mago della Mondadori e tramite i due film La Casa dei Vampiri (House of Dark Shadows, 1971) e La Casa delle Ombre Maledette (Night of Dark Shadows, 1972) ottenuti sintetizzando la trama del serial. Dan Curtis continua comunque per tutti gli anni Settanta a occuparsi di vampiri e realizza un adattamento televisivo del romanzo Dracula, circolato anche da noi con il titolo Il Demone Nero, affidando il ruolo principale al grande Jack Palance (Premio Oscar per Scappo dalla Città). Un frammento di questo film viene visto in un episodio di Buffy dall'aspirante vampiro Billy Ford (il cui nome fra l'altro richiama quello di un personaggio secondario di Dark Shadows, Willy Ford). Sempre Curtis dirige nel '72 un film TV intitolato The Nigt Stalker ispirato ad un romanzo inedito di Jeff Rice adattato per lo schermo da un gigante della narrativa horror e fantascientifica come Richard Mathson. In questa pellicola l'attore Darren McGavin veste i panni del giornalista Carl Kolchak che scopre un vampiro in azione in uno dei luoghi più lontani dalle classiche atmosfere gotiche, Las Vegas. Il successo è tale che ne viene prodotto un seguito dal titolo The Night Strangler. Qualche anno dopo, nel '74, nasce la serie Kolchak: The Night Stalker che vede McGavin impegnato non solo come interprete ma anche come produttore esecutivo. Questo telefilm è stato più volte citato di recente da Chris Carter come ispiratore del suo X-Files: in effetti sebbene Kolchak indaghi su casi più legati all'immaginario gotico che a quello fantascientifico, come per esempio mummie redivive, fantasmi, lupi mannari, satanisti e perfino una donna vittima del vampiro di Las Vegas divenuta vampira a sua volta, alla fine di ogni episodio intervenivano le autorità a insabbiare la verità scoperta dall'intrepido reporter. Proprio come succede oggi ai due agenti di X-Files. Alla fine degli anni Settanta il vampiro per eccellenza Dracula è protagonista in due nuove produzione televisive. La prima è una mini- serie inglese diretta da Philip Saville e ambientata proprionei luoghi in cui si svolse il romanzo di Stoker. Protagonista ne è Luis Jordan, da molti considerato il miglior Dracula del piccolo schermo. La seconda è un telefilm chiamato Curse of Dracula (La maledizione di Dracula) prodotta dal veterano Kenneth Johnson, autore di molte serie di successo fra cui La Donna Bionica, L'Incredibile Hulk e Visitors. Qui si immagina che il conte transilvano sia ancora vivo ai nostri giorni e addirittura insegni in un college californiano, dove miete vittime tra gli studenti. Per fortuna i discendenti del suo nemico numero uno Van Helsing sono pronti a entrare in azione per combatterlo. Nel 1987 arriva un piccolo cult sui succhia sangue, il film in due parti Gli Ultimi Giorni di Salem's Lot diretto da Tobe Hooper, regista ben noto in ambito horror- splatter, sulla base del romanzo Le Notti di Salem di Stephen King. Il film che vanta nel cast interpreti come David Soul (Starsky e Hutch) e James Mason (Lolita, Intrigo Internazionale) è ancora oggi una delle opere più spaventose prodotte per la televisione, dotate di un sinistro fascino anche a distanza di anni. Proprio mentre Hooper realizza questa sua opera, appaiono dei vampiri anche negli sceneggiati italiani, Ma E' Proprio un Vampiro di Giorgio Bandini e Vampirismus di Giulio Questi, ispirati rispettivamente ad un romanzo di Luigi Capuana basato sulla vicenda vera del serial killer e bevitore di sangue Vincenzo Verzeni e all'opera dello scrittore fantastico tedesco E.T.A. Hoffmann. Negli anni '90 comincia una vera proliferazione di telefilm sui vampiri. Dall'America arriva Dracula: The Series, nel quale due ragazzi statunitensi in vacanza in Europa presso lo zio Gustav Helsing, scoprono non solo di far parte di una dinastia di ammazza vampiri, ma che il Conte Dracula stesso esiste veramente ed è a capo di una potentissima multinazionale, e arriva anche un rifacimento del vecchio Dark Shadows con un cast incredibile: nel ruolo di Barnabas c'è ora Ben Cross, che molti ricorderanno come il nemico di Richard Gere in Il Primo Cavaliere, affiancato da Adrian Paul (Highlander), Roy Thinnes (Invaders) e quella Barbara Steele che lavorò con maestri del brivido quali Mario Bava, Riccardo Freda, Roger Corman e David Cronenberg. Nel '92, anche se ispirato a un film TV dell'89, appare Forever Knight, serie incentrata sul personaggio di Nick Knight, un agente della squadra omicidi di Toronto che in realtà è un vampiro di ben ottocento anni. Nel corso del telefilm ci viene spiegato come il poliziotto fosse stato in origine un nobile cavaliere francese di nome Nicholas de Barant, il quale perse la fede dopo aver visto durante le crociate tanti massacri in nome di Dio e accettò di farsi vampirizzare dal perfido Lucien LaCroix. Solo secoli dopo Nick viene nuovamente convinto alla causa del bene da Giovanna d'Arco. Da allora il nostro non ha fatto altro che combattere tutti i malvagi sia umani che vampiri, compiendo nel frattempo ricerche per trovare una cura al vampirismo. Purtroppo oggi che gli sembra d'essere vicino alla tanto sospirata cura, riappare dal suo passato LaCroix, il quale vuole assolutamente riportare il suo "figlio" alle tenebre. Come avrete capito Forever Knight è quasi un Angel prima del tempo; in più il rapporto tra Nick e LaCroix è molto simile a quello tra Brad Pitt e Tom Cruise in Intervista col Vampiro. Proprio per questo, Nigel Bennett, l'attore che interpretava LaCroix e che si batte per la ripresa del telefilm (conclusosi dopo sole tre stagioni), ha affermato più volte che tutto quello che viene attualmente prodotto sui succhia sangue, al cinema come in televisione, è in debito con Forever Knight e chi ha visto la serie non può dargli tutti i torti. In tempi più recenti è da segnalare poi Kindred: The Embraced, un serial in cui l'horror vampiresco si mescola con le trame dei drammi sulla mafia. I vampiri sono infatti riuniti in diversi clan in lotta fra loro per il controllo del territorio e sono regolati da una sorta di codice d'onore. Il telefilm non è andato però oltre il sesto episodio. Pensare che la Fox ha rifiutato di trasmettere Buffy sul suo network, passandolo a quello della Warner Bros, per lasciar libero spazio a questa serie che riteneva di sicuro successo! Arrivati ormai ai nostri giorni, concludiamo ricordando Ultraviolet, una miniserie inglese in sei episodi trasmessa già in piena Buffy- Era. Qui compaiono alcuni cacciatori di vampiri che lavorano per il governo, usando non paletti ma pistole speciali. Detto così questo ricorderebbe un po' la quarta stagione della nostra serie preferita, mentre Ultraviolet è in realtà molto vicina a X-Files: il vampirismo è spiegato scientificamente e ci si addentra fra oscuri complotti delle autorità. E' stato poi realizzato, questa volta negli U.S.A. il pilot per un ipotetico remake dalla miniserie in forma di telefilm. Seppure del progetto si sia occupato Howard Gordon, uno degli autori storici di X-Files apparso anche fra i producer della seconda stagione di Buffy e attualmente impegnato nello spin-off di Angel, l'idea è stata accantonata dai finanziatori. Evidentemente gli Americani si aspettavano un prodotto "alla Joss Whedon" (se non addirittura "alla Dan Curtis"), non certo una serie che si interroga se il diritto dei vampiri ai sopravvivere non sia equivalente a quello degli umani di difendersi. Visto il successo che bacia i personaggi ideati da Joss Whedon ora tutti stanno mettendo in cantiere altre produzioni sui vampiri. Si vocifera per esempio di produzioni con titoli come A Breed Apart e Living by Night. Per sapere cosa ci attende non ci resta che tenere accesi i televisori nelle nostre cripte.

 

 
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