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LA TRISTE STORIA DI VLAD
©2002 NightIsland.Net


Da quando, nel secolo scorso, Bram Stoker pubblicò il suo celeberrimo romanzo, Dracula ha esercitato un fascino inquietante su lettori di ogni ceto ed età, procurando al suo autore un successo a livello mondiale che, a tutt'oggi, non conosce flessioni. E' convinzione universalmente accettata che Stoker, nel delineare Dracula, si sia rifatto ad un individuo realmente esistito. Quella che vi andiamo a raccontare è proprio la sua vera, triste, storia…

Di nobile stirpe, Vlad III Tepes vide la luce nell'anno 1430 in Sighisoara, dove il padre, suo omonimo, aveva la sua Corte e dove era responsabile, su mandato del Re d'Ungheria, della sicurezza ai confini tra Valacchia e Moldavia, continuamente minacciate dai Turchi. Ancora oggi in Sighisoara è visibile la casa ove nacque il futuro Signore della Valacchia, distinta da un piccolo stemma recante l'effigie di un drago. Appena un anno dopo la nascita di Vlad III, il padre fu convocato dal Re d'Ungheria, Sigismondo del Lussemburgo, a Norimberga, dove venne insignito dal sovrano dell'Ordine del Dragone. Indossati i paramenti neri dell'Ordine e appesosi al collo la pesante catena d'oro con l'effigie del Drago, Vlad II decise da quel momento che si sarebbe fatto chiamare "Dracul", cioè "drago". Decisamente non una scelta felice se si pensa che in rumeno la parola "Drac" significa anche "Demonio" e che i rumeni non sono certo una popolazione che non crede alle superstizioni. Peggio ancora quando al piccolo Vlad III venne dato il soprannome di "Dracula" cioè, letteralmente, "figlio di Dracul", ma inevitabilmente anche "figlio del demonio". Avere poco più di un anno ed essere additato come un demone malvagio, non deve essere stato piacevole per il piccolo Vlad: in meno di cinque anni si erano sparse in tutta la regione terribili leggende su questo sinistro bambino tra le quali il mito che fosse sempre seguito da un pipistrello. Ora, se è vero come è vero che un infanzia infelice non porta a nulla di buono e che, al giorno d'oggi, giovani rampolli finiscono dallo psicologo per qualche innocente insulto all'asilo, ci si può immaginare le conseguenze di sentirsi ogni giorno additato dai propri sudditi come un vampiro-senza-Dio-porta-sfiga-figlio-del-demonio. Ma andiamo avanti… Gli anni giovanili di Vlad furono pesantemente condizionanti dalle alterne vicende politiche che videro come protagonista suo padre. Il Principe Valacco, infatti, situato in un territorio cuscinetto tra l'espansionismo turco e la guerra di contenimento dei Cristiani, non poteva fare altro che destreggiarsi tra i due contendenti, cercando di nono prendere una posizione definitiva a favore di nessuno. Questo comportamento, tra parentesi l'unico possibile, lo rendeva sospetto sia agli occhi dei cristiani che dei turchi: tant'è che quando i turchi vennero sconfitti, Vlad II venne accusato di non avere opposto resistenza al passaggio ottomano e fu detronizzato e mandato in esilio. Riparato presso i turchi, questi non gli nascosero la loro diffidenza e per assicurarsi la sua fedeltà pretesero che lasciasse in ostaggio presso la Corte del Sultano i suoi due figli minori, Vlad e Radu. I cinque anni passati come ostaggio (dai 12 ai 17 anni) alla corte turca, furono terribili per Vlad, che sviluppò un odio profondo verso i turchi in particolare e gli uomini in generale. Ad aggravare la situazione il fatto che Murad II, il Sultano, aveva scelto Radu, suo fratello, come suo amante favorito. Anche in questo caso un buono psichiatra avrebbe di cui scrivere: gli anni delicati dell'adolescenza passati in ostaggio, in una terra straniera, con usi e lingua totalmente diversi e con il Sultano che ha rapporti col proprio fratello. Ma andiamo avanti… Morto il padre e il fratello maggiore Mircea in battaglia, Vlad venne liberato nel 1447 poiché Murad II sperava nella lealtà del neo-erede al trono della Valacchia. Dopo avere regnato per soli due mesi nel 1448, a seguito di un'ennesima sconfitta, Vlad, ormai per tutti Dracula, fu costretto a lasciare il paese e si rifugiò nuovamente dai Turchi. Sentitosi nuovamente prigioniero, riuscì a fuggire e si recò in Moldavia, dove regnava suo zio Bogdan, il quale fu felice di accogliere il nipote. In Moldavia, Vlad rimase fino al 1451 e i tre anni che trascorse in quel paese furono i primi felici della sua vita, circondato dall'affetto dello zio e del cugino Stefan. Come diceva il buon William (Shakespeare) "la sfiga arriva sempre a battaglioni" (non diceva proprio così, ma in sostanza…) e nel 1452 Bogdan venne assassinato: Vlad dovette fuggire col cugino in Transilvania. Qui si sposò con la figlia di un ricco proprietario terriero. Sebbene la giovane rispondesse a tutti i requisiti che Vlad riteneva fossero necessari in una sposa, lei non lo rese felice, tant'è che i due congiungi si tradirono reciprocamente sin dai primi mesi di matrimonio. Lo stesso anno Vlad fece ritorno in Moldavia dove rimase fino al 1455, anno in cui l'uccisore di suo zio tornò al potere costringendolo a tornare nuovamente in Transilvania. Nel 1456 Vlad si schierò definitivamente con i cristiani e, grazie al Re d'Ungheria, riconquistò il trono. Appena conquistato il potere, onde evitare qualsiasi opposizione interna, Vlad si diede ad una vera e propria "pulizia politica": cinquecento Boiardi, da sempre molto potenti in Valacchia, vennero impalati alla fine di un pranzo offerto da Vlad, mentre altri duecento, con tutti i familiari, furono costretti a edificare il castello di Arges in condizioni talmente disumane che alla fine ne sopravvissero solo dodici degli oltre mille individui tra uomini, donne e bambini. Tra le altre cose Vlad fece bruciare vivi seicento mercanti, conficcò dei chiodi di 30 centimetri nelle teste di alcuni ambasciatori veneziani, mandò al rogo tremila abitanti di una cittadina, fece decapitare cinquemila transilvani e fece impalare i ventiquattromila cittadini di Fagaras il 24 agosto 1460. Tutto ciò non contribuì certo alla sua campagna per le pubbliche relazioni, tant'è che non era più scindibile il nome di Dracula da immagini di profondo odio e terrore. Nessuno avrebbe mai più convinto un moldavo a credere che quel Dracula non fosse davvero figlio del Demonio… E' d'altra parte vero che la crudeltà e i supplizi non erano un'esclusività di Dracula, dato che in quel tempo, sia da parte turca che cristiana, le torture erano all'ordine del giorno. Giusto per portare un esempio, le cronache riportano che, quando Costantinopoli fu invasa dai Turchi nel 1453, occorsero venti giorni per ripulire la città dai cadaveri degli abitanti massacrati. Ma torniamo alla storia… Nel 1462 Vlad decideva di organizzare la sua personale guerra santa contro i Turchi. Sfortunatamente nessuno dei re cristiani si mostrò disposto ad appoggiarlo e, nonostante i pressanti interventi a suo favore di Papa Pio II, si trovò a dovere sostenere da solo l'urto della potenza ottomana. Il valore, l'estrema determinazione, l'astuzia e la ferocia di Vlad gli portarono qualche successo, ma la sproporzione di forze si fece presto sentire. Rifugiatosi ad Arges, il castello venne stretto d'assedio dalle truppe di suo fratello Radu, che il Sultano aveva nominato Signore della Valacchia al suo posto. Dopo il suicidio della moglie, gettatasi da una torre del castello, incerto sulle proprie possibilità di resistenza, Vlad fuggì e si recò dal Re Mattia Corvino d'Ungheria chiedendone la protezione. Vlad rimase alla corte ungherese per ben 12 anni nel quali, dopo essersi convertito al cattolicesimo, sposò la sorella del re. Nel 1477 Vlad tornò in Valacchia, ma la permanenza sul trono dei suoi avi non durò che due mesi soltanto: attaccato dai turchi, fu ucciso in una feroce battaglia. La sua testa, issata su un palo, fu portata a Costantinopoli dove venne esposta al pubblico. Finisce così la triste storia di Vlad III? Naturalmente no. Neanche da morto Vlad venne lasciato in pace poiché per alcune decine di anni, dopo la pubblicazione del libro di Stoker, si susseguirono le ricerche del suo cadavere alimentando le leggende circa la sua salma. Tra gli altri, due archeologi rumeni sostennero che, una volta aperta la sua bara, il corpo, portato alla luce, si polverizzò. Così, dopo un'infanzia traumatica, una adolescenza allucinante, dopo la morte violenta del padre, del fratello, dello zio e della moglie, dopo la sua, perdonatemi, prevista insanità mentale, dopo le torture, le guerre sante, gli impalamenti, dopo la sua stessa morte, Vlad III verrà ricordato per secoli e secoli e secoli come il Signore dei vampiri, il Non Morto terrore dei vivi, il malvagio demonio. Dracula.

 

 

 
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