LA TRISTE
STORIA DI VLAD
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Da quando, nel secolo scorso, Bram Stoker
pubblicò il suo celeberrimo romanzo, Dracula
ha esercitato un fascino inquietante su
lettori di ogni ceto ed età, procurando
al suo autore un successo a livello mondiale
che, a tutt'oggi, non conosce flessioni.
E' convinzione universalmente accettata
che Stoker, nel delineare Dracula, si
sia rifatto ad un individuo realmente
esistito. Quella che vi andiamo a raccontare
è proprio la sua vera, triste, storia…
Di nobile stirpe, Vlad
III Tepes vide la luce nell'anno 1430
in Sighisoara, dove il padre, suo omonimo,
aveva la sua Corte e dove era responsabile,
su mandato del Re d'Ungheria, della sicurezza
ai confini tra Valacchia e Moldavia, continuamente
minacciate dai Turchi. Ancora oggi in
Sighisoara è visibile la casa ove nacque
il futuro Signore della Valacchia, distinta
da un piccolo stemma recante l'effigie
di un drago. Appena un anno dopo la nascita
di Vlad III, il padre fu convocato dal
Re d'Ungheria, Sigismondo del Lussemburgo,
a Norimberga, dove venne insignito dal
sovrano dell'Ordine del Dragone. Indossati
i paramenti neri dell'Ordine e appesosi
al collo la pesante catena d'oro con l'effigie
del Drago, Vlad II decise da quel momento
che si sarebbe fatto chiamare "Dracul",
cioè "drago". Decisamente non una scelta
felice se si pensa che in rumeno la parola
"Drac" significa anche "Demonio" e che
i rumeni non sono certo una popolazione
che non crede alle superstizioni. Peggio
ancora quando al piccolo Vlad III venne
dato il soprannome di "Dracula" cioè,
letteralmente, "figlio di Dracul", ma
inevitabilmente anche "figlio del demonio".
Avere poco più di un anno ed essere additato
come un demone malvagio, non deve essere
stato piacevole per il piccolo Vlad: in
meno di cinque anni si erano sparse in
tutta la regione terribili leggende su
questo sinistro bambino tra le quali il
mito che fosse sempre seguito da un pipistrello.
Ora, se è vero come è vero che un infanzia
infelice non porta a nulla di buono e
che, al giorno d'oggi, giovani rampolli
finiscono dallo psicologo per qualche
innocente insulto all'asilo, ci si può
immaginare le conseguenze di sentirsi
ogni giorno additato dai propri sudditi
come un vampiro-senza-Dio-porta-sfiga-figlio-del-demonio.
Ma andiamo avanti… Gli anni giovanili
di Vlad furono pesantemente condizionanti
dalle alterne vicende politiche che videro
come protagonista suo padre. Il Principe
Valacco, infatti, situato in un territorio
cuscinetto tra l'espansionismo turco e
la guerra di contenimento dei Cristiani,
non poteva fare altro che destreggiarsi
tra i due contendenti, cercando di nono
prendere una posizione definitiva a favore
di nessuno. Questo comportamento, tra
parentesi l'unico possibile, lo rendeva
sospetto sia agli occhi dei cristiani
che dei turchi: tant'è che quando i turchi
vennero sconfitti, Vlad II venne accusato
di non avere opposto resistenza al passaggio
ottomano e fu detronizzato e mandato in
esilio. Riparato presso i turchi, questi
non gli nascosero la loro diffidenza e
per assicurarsi la sua fedeltà pretesero
che lasciasse in ostaggio presso la Corte
del Sultano i suoi due figli minori, Vlad
e Radu. I cinque anni passati come ostaggio
(dai 12 ai 17 anni) alla corte turca,
furono terribili per Vlad, che sviluppò
un odio profondo verso i turchi in particolare
e gli uomini in generale. Ad aggravare
la situazione il fatto che Murad II, il
Sultano, aveva scelto Radu, suo fratello,
come suo amante favorito. Anche in questo
caso un buono psichiatra avrebbe di cui
scrivere: gli anni delicati dell'adolescenza
passati in ostaggio, in una terra straniera,
con usi e lingua totalmente diversi e
con il Sultano che ha rapporti col proprio
fratello. Ma andiamo avanti… Morto il
padre e il fratello maggiore Mircea in
battaglia, Vlad venne liberato nel 1447
poiché Murad II sperava nella lealtà del
neo-erede al trono della Valacchia. Dopo
avere regnato per soli due mesi nel 1448,
a seguito di un'ennesima sconfitta, Vlad,
ormai per tutti Dracula, fu costretto
a lasciare il paese e si rifugiò nuovamente
dai Turchi. Sentitosi nuovamente prigioniero,
riuscì a fuggire e si recò in Moldavia,
dove regnava suo zio Bogdan, il quale
fu felice di accogliere il nipote. In
Moldavia, Vlad rimase fino al 1451 e i
tre anni che trascorse in quel paese furono
i primi felici della sua vita, circondato
dall'affetto dello zio e del cugino Stefan.
Come diceva il buon William (Shakespeare)
"la sfiga arriva sempre a battaglioni"
(non diceva proprio così, ma in sostanza…)
e nel 1452 Bogdan venne assassinato: Vlad
dovette fuggire col cugino in Transilvania.
Qui si sposò con la figlia di un ricco
proprietario terriero. Sebbene la giovane
rispondesse a tutti i requisiti che Vlad
riteneva fossero necessari in una sposa,
lei non lo rese felice, tant'è che i due
congiungi si tradirono reciprocamente
sin dai primi mesi di matrimonio. Lo stesso
anno Vlad fece ritorno in Moldavia dove
rimase fino al 1455, anno in cui l'uccisore
di suo zio tornò al potere costringendolo
a tornare nuovamente in Transilvania.
Nel 1456 Vlad si schierò definitivamente
con i cristiani e, grazie al Re d'Ungheria,
riconquistò il trono. Appena conquistato
il potere, onde evitare qualsiasi opposizione
interna, Vlad si diede ad una vera e propria
"pulizia politica": cinquecento Boiardi,
da sempre molto potenti in Valacchia,
vennero impalati alla fine di un pranzo
offerto da Vlad, mentre altri duecento,
con tutti i familiari, furono costretti
a edificare il castello di Arges in condizioni
talmente disumane che alla fine ne sopravvissero
solo dodici degli oltre mille individui
tra uomini, donne e bambini. Tra le altre
cose Vlad fece bruciare vivi seicento
mercanti, conficcò dei chiodi di 30 centimetri
nelle teste di alcuni ambasciatori veneziani,
mandò al rogo tremila abitanti di una
cittadina, fece decapitare cinquemila
transilvani e fece impalare i ventiquattromila
cittadini di Fagaras il 24 agosto 1460.
Tutto ciò non contribuì certo alla sua
campagna per le pubbliche relazioni, tant'è
che non era più scindibile il nome di
Dracula da immagini di profondo odio e
terrore. Nessuno avrebbe mai più convinto
un moldavo a credere che quel Dracula
non fosse davvero figlio del Demonio…
E' d'altra parte vero che la crudeltà
e i supplizi non erano un'esclusività
di Dracula, dato che in quel tempo, sia
da parte turca che cristiana, le torture
erano all'ordine del giorno. Giusto per
portare un esempio, le cronache riportano
che, quando Costantinopoli fu invasa dai
Turchi nel 1453, occorsero venti giorni
per ripulire la città dai cadaveri degli
abitanti massacrati. Ma torniamo alla
storia… Nel 1462 Vlad decideva di organizzare
la sua personale guerra santa contro i
Turchi. Sfortunatamente nessuno dei re
cristiani si mostrò disposto ad appoggiarlo
e, nonostante i pressanti interventi a
suo favore di Papa Pio II, si trovò a
dovere sostenere da solo l'urto della
potenza ottomana. Il valore, l'estrema
determinazione, l'astuzia e la ferocia
di Vlad gli portarono qualche successo,
ma la sproporzione di forze si fece presto
sentire. Rifugiatosi ad Arges, il castello
venne stretto d'assedio dalle truppe di
suo fratello Radu, che il Sultano aveva
nominato Signore della Valacchia al suo
posto. Dopo il suicidio della moglie,
gettatasi da una torre del castello, incerto
sulle proprie possibilità di resistenza,
Vlad fuggì e si recò dal Re Mattia Corvino
d'Ungheria chiedendone la protezione.
Vlad rimase alla corte ungherese per ben
12 anni nel quali, dopo essersi convertito
al cattolicesimo, sposò la sorella del
re. Nel 1477 Vlad tornò in Valacchia,
ma la permanenza sul trono dei suoi avi
non durò che due mesi soltanto: attaccato
dai turchi, fu ucciso in una feroce battaglia.
La sua testa, issata su un palo, fu portata
a Costantinopoli dove venne esposta al
pubblico. Finisce così la triste storia
di Vlad III? Naturalmente no. Neanche
da morto Vlad venne lasciato in pace poiché
per alcune decine di anni, dopo la pubblicazione
del libro di Stoker, si susseguirono le
ricerche del suo cadavere alimentando
le leggende circa la sua salma. Tra gli
altri, due archeologi rumeni sostennero
che, una volta aperta la sua bara, il
corpo, portato alla luce, si polverizzò.
Così, dopo un'infanzia traumatica, una
adolescenza allucinante, dopo la morte
violenta del padre, del fratello, dello
zio e della moglie, dopo la sua, perdonatemi,
prevista insanità mentale, dopo le torture,
le guerre sante, gli impalamenti, dopo
la sua stessa morte, Vlad III verrà ricordato
per secoli e secoli e secoli come il Signore
dei vampiri, il Non Morto terrore dei
vivi, il malvagio demonio. Dracula.