LA SIGNORA
DEI VAMPIRI
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La letteratura di tutto il mondo ha sempre
accolto in seno a se stessa la figura
leggendaria del vampiro ma mai come ora
, con Anne Rice, il signore della notte
ha raggiunto vette di protagonismo indiscusso.
Forte della sua nascita a New Orleans,
la più francese e passionale città del
Sud degli Stati Uniti, Anne Rice ha creato
una intera mitologia legata alla stirpe
dei vampiri, trasformandoli da semplici
creature della notte assetate di sangue
a veri e propri intellettuali, filosofi
, incarnazioni dell'intensità del dolore
e delle esperienze di una vita perduta
per sempre. Il vampiro Marius, uno dei
più antichi, reso tale nella Roma degli
imperatori dice: "Gli uomini ci amano,
quando ci conoscono. Fremono al pensiero
dell'immortalità, della possibilità che
un essere grande e bellissimo possa essere
completamente malvagio, possa sentire
e conoscere tutte le cose e tuttavia scegliere
di saziare il suo appetito tenebroso.
Ma se fai loro il dono tenebroso, soltanto
uno su una moltitudine non sarà infelice.
La vita non ha bisogno di noi. Io non
ho mai avuto un vero scopo. Non c'è posto
per noi" Il vampiro della Rice, attraverso
una scrittura sensuale e cruda, è una
creatura ambivalente, conserva una forma
d' umanità che è unicamente distorta dalla
Sete. La natura stessa ha applicato su
di lui i suoi imperscrutabili meccanismi:
come per i mortali l'atto della riproduzione
è connesso a sensazioni di piacere così
per il vampiro l'atto del nutrirsi costituisce
il piacere estremo. L'omicidio è prima
di tutto un atto di desiderio e nel suo
compiersi una perfetta fusione di naturale
e soprannaturale. Ma il piacere e l'unione
sono fuggevoli come il desiderio carnale
ed il vampiro è consapevole di appartenere,
seppur in un modo distorto, al mondo e
di sottostare alla sua legge più crudele,
colui che si trova più in alto nella scala
evolutiva ha potere di vita e morte sul
resto del creato. Dunque il vampiro è
una creatura potente, fisicamente invincibile,
potenziato come solo un dio può essere
nei cinque sensi, capace di sviluppare
poteri psichici di dimensioni estreme;
con l'avanzare del tempo egli diviene
sempre più potente, sovrannaturale nell'aspetto
e nelle sue potenzialità. Il sangue bevuto
nei secoli leviga la sua pelle come marmo,
illumina di una luce sovrannaturale i
suoi occhi, gli permette si spostarsi
con la forza del pensiero per chilometri
e chilometri….eppure mentalmente il vampiro
rimane più umano di quanto non sembri.
In fondo al suo essere non riesce ad accettare
di percorrere una strada parallela ai
fiumi della Vita e della Morte: egli attinge
con spregiudicatezza ad entrambi ma non
vi appartiene. Il vampiro è una creatura
del Limbo. Come gli dei dei greci perfetti
e schiavi dei sentimenti terreni, i figli
delle tenebre soffrono di un dolore tutto
umano: la solitudine della propria condizione.
Il vampiro che ne crea un altro lo fa
per combattere la propria solitudine esistenziale
eppure, condanna delle condanne, il suo
figlio nelle tenebre avrà la mente chiusa
per sempre al suo creatore. Un padre tenebroso
non potrà mai comunicare o leggere nella
mente del figlio, il silenzio psichico
scenderà tra di loro come fossero due
comuni mortali. Il prezzo per l'esistenza
soprannaturale è un dolore sovrumano.
Il vampiro conosce le menti di tutti gli
uomini, ha esperienza di ogni evento storico,
ha vissuto centinaia di vite eppure non
può interferire nella storia umana, "Non
c'è posto per noi" dice Marius: ciò significa
che gli artefici della storia saranno
sempre i mortali e gli immortali saranno
condannati ad essere eterni spettatori
impotenti. Capaci di spegnere vite umane
ma incapaci di interferire con la Storia.
Il vampiro della Rice in definitiva rimane
l'emblema di un Male solitario, sconfitto,
che non solo non può ma non vuole diventare
protagonista del Mondo, rimanendone al
margine. Per questo quando la meravigliosa
Akasha, madre di tutti i vampiri, risorge
dal suo silenzio millenario per diventare
la signora indiscussa del Mondo il consesso
di vampiri più anziani l'affronta e la
distrugge con il più antico dei riti (il
cannibalismo rituale) : il vampiro rimane
un'aberrazione, nulla di più che una mutazione
del regolare scorrere della Vita, e come
tale non ha il diritto né la capacità
di interferire nel mondo della luce. L'inferno
non li vuole ed allora essi succhiano
uno stralcio di vita dalle loro vittime
nel tentativo fallimentare di celebrare
la loro perduta mortalità nel guscio vuoto
del loro corpo immortale. La leggenda
vuole che i vampiri siano nati a causa
di un demone che invidioso della vita
della carne a lui preclusa ha invaso i
corpi morti dei regnanti egiziani Akasha
ed Enkil fondendosi all'uomo attraverso
le ferite ed il sangue. Vampiri :uomini
e demoni nello stesso tempo. Creature
soprannaturali che ancora si interrogano
sul Bene ed il Male come principi assoluti,
che soffocano l'atavico senso di colpa
dell'uccisione cibandosi di criminali
della peggior specie fuggendo al sangue
innocente, che cercano le radici della
conoscenza della loro stirpe e scrivono
la loro storia, "Le cronache dei vampiri",
che hanno il loro storico, il vampiro
scrittore David Talbot, che hanno il custode
dei loro progenitori, il vampiro Marius
e che hanno infine il loro eroe, il vampiro
Lestat. "Lestat tu sei il demonio in persona"
così gli stessi vampiri parlano del loro
eroe colui che ha bevuto il sangue della
Madre di tutti i vampiri, Akasha, che
ne è stato il prediletto e che infine
ha dato il suo contributo nell'ucciderla.
Lestat rincorre la sua sete di conoscenza
in tutti gli angoli del mondo, mai stanco
di fare esperienze, inquieto e recalcitrante
, spinto da una curiosità insaziabile
e decisamente umana. In nome di tutto
ciò egli è capace di esporsi al sole dell'arido
deserto del Sahara nel tentativo di scoprire
se pur avendo nelle vene i poteri della
Madre poteva morire, capace di trasferire
la sua anima nel corpo di un mortale per
riassaporare la vita della carne, capace
di urlare la sua vera natura dal palcoscenico
di un concerto del suo gruppo rock "Il
vampiro Lestat".(ricorderete di certo
la battuta di una annoiata Buffy di fronte
ad un Dracula decisamente démodé in "Buffy
vs Dracula"!) Dice Marius a Lestat: "Pochissimi
esseri cercano davvero la conoscenza in
questo mondo. Mortali o immortali, pochi
chiedono veramente. Al contrario, cercano
di strappare all'ignoto le risposte che
hanno già formulato nelle loro menti…..giustificazioni,
conferme, forme di consolazione senza
le quali non possono tirare avanti . Chiedere
veramente significa spalancare la porta
al turbine. La risposta può annientare
la domanda e l'interrogante. Ma tu hai
chiesto veramente." Anne Rice ama i suoi
figli delle tenebre e li descrive con
la forza visionaria di una madre. E' lei
la madre di tutti i vampiri: ha guardato
il loro mondo dall'interno, ne ha descritto
le sensazioni più profonde, i pensieri
più nascosti e più umani, ce li ha presentati
in tutta la loro splendida decadenza di
anime mortali imprigionate in corpi immortali,
ce li ha fatti amare e temere nello stesso
tempo…. Se Lestat entrasse dalla nostra
finestra in cerca di un nuovo fratello
chi ci assicura che nei nostri occhi non
balenerebbe una scintilla di puro, selvaggio
desiderio?