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EMPORIO DEL DISCO

EDICOLA MAEL

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LA SIGNORA DEI VAMPIRI
©2002 NightIsland.Net


La letteratura di tutto il mondo ha sempre accolto in seno a se stessa la figura leggendaria del vampiro ma mai come ora , con Anne Rice, il signore della notte ha raggiunto vette di protagonismo indiscusso. Forte della sua nascita a New Orleans, la più francese e passionale città del Sud degli Stati Uniti, Anne Rice ha creato una intera mitologia legata alla stirpe dei vampiri, trasformandoli da semplici creature della notte assetate di sangue a veri e propri intellettuali, filosofi , incarnazioni dell'intensità del dolore e delle esperienze di una vita perduta per sempre. Il vampiro Marius, uno dei più antichi, reso tale nella Roma degli imperatori dice: "Gli uomini ci amano, quando ci conoscono. Fremono al pensiero dell'immortalità, della possibilità che un essere grande e bellissimo possa essere completamente malvagio, possa sentire e conoscere tutte le cose e tuttavia scegliere di saziare il suo appetito tenebroso. Ma se fai loro il dono tenebroso, soltanto uno su una moltitudine non sarà infelice. La vita non ha bisogno di noi. Io non ho mai avuto un vero scopo. Non c'è posto per noi" Il vampiro della Rice, attraverso una scrittura sensuale e cruda, è una creatura ambivalente, conserva una forma d' umanità che è unicamente distorta dalla Sete. La natura stessa ha applicato su di lui i suoi imperscrutabili meccanismi: come per i mortali l'atto della riproduzione è connesso a sensazioni di piacere così per il vampiro l'atto del nutrirsi costituisce il piacere estremo. L'omicidio è prima di tutto un atto di desiderio e nel suo compiersi una perfetta fusione di naturale e soprannaturale. Ma il piacere e l'unione sono fuggevoli come il desiderio carnale ed il vampiro è consapevole di appartenere, seppur in un modo distorto, al mondo e di sottostare alla sua legge più crudele, colui che si trova più in alto nella scala evolutiva ha potere di vita e morte sul resto del creato. Dunque il vampiro è una creatura potente, fisicamente invincibile, potenziato come solo un dio può essere nei cinque sensi, capace di sviluppare poteri psichici di dimensioni estreme; con l'avanzare del tempo egli diviene sempre più potente, sovrannaturale nell'aspetto e nelle sue potenzialità. Il sangue bevuto nei secoli leviga la sua pelle come marmo, illumina di una luce sovrannaturale i suoi occhi, gli permette si spostarsi con la forza del pensiero per chilometri e chilometri….eppure mentalmente il vampiro rimane più umano di quanto non sembri. In fondo al suo essere non riesce ad accettare di percorrere una strada parallela ai fiumi della Vita e della Morte: egli attinge con spregiudicatezza ad entrambi ma non vi appartiene. Il vampiro è una creatura del Limbo. Come gli dei dei greci perfetti e schiavi dei sentimenti terreni, i figli delle tenebre soffrono di un dolore tutto umano: la solitudine della propria condizione. Il vampiro che ne crea un altro lo fa per combattere la propria solitudine esistenziale eppure, condanna delle condanne, il suo figlio nelle tenebre avrà la mente chiusa per sempre al suo creatore. Un padre tenebroso non potrà mai comunicare o leggere nella mente del figlio, il silenzio psichico scenderà tra di loro come fossero due comuni mortali. Il prezzo per l'esistenza soprannaturale è un dolore sovrumano. Il vampiro conosce le menti di tutti gli uomini, ha esperienza di ogni evento storico, ha vissuto centinaia di vite eppure non può interferire nella storia umana, "Non c'è posto per noi" dice Marius: ciò significa che gli artefici della storia saranno sempre i mortali e gli immortali saranno condannati ad essere eterni spettatori impotenti. Capaci di spegnere vite umane ma incapaci di interferire con la Storia. Il vampiro della Rice in definitiva rimane l'emblema di un Male solitario, sconfitto, che non solo non può ma non vuole diventare protagonista del Mondo, rimanendone al margine. Per questo quando la meravigliosa Akasha, madre di tutti i vampiri, risorge dal suo silenzio millenario per diventare la signora indiscussa del Mondo il consesso di vampiri più anziani l'affronta e la distrugge con il più antico dei riti (il cannibalismo rituale) : il vampiro rimane un'aberrazione, nulla di più che una mutazione del regolare scorrere della Vita, e come tale non ha il diritto né la capacità di interferire nel mondo della luce. L'inferno non li vuole ed allora essi succhiano uno stralcio di vita dalle loro vittime nel tentativo fallimentare di celebrare la loro perduta mortalità nel guscio vuoto del loro corpo immortale. La leggenda vuole che i vampiri siano nati a causa di un demone che invidioso della vita della carne a lui preclusa ha invaso i corpi morti dei regnanti egiziani Akasha ed Enkil fondendosi all'uomo attraverso le ferite ed il sangue. Vampiri :uomini e demoni nello stesso tempo. Creature soprannaturali che ancora si interrogano sul Bene ed il Male come principi assoluti, che soffocano l'atavico senso di colpa dell'uccisione cibandosi di criminali della peggior specie fuggendo al sangue innocente, che cercano le radici della conoscenza della loro stirpe e scrivono la loro storia, "Le cronache dei vampiri", che hanno il loro storico, il vampiro scrittore David Talbot, che hanno il custode dei loro progenitori, il vampiro Marius e che hanno infine il loro eroe, il vampiro Lestat. "Lestat tu sei il demonio in persona" così gli stessi vampiri parlano del loro eroe colui che ha bevuto il sangue della Madre di tutti i vampiri, Akasha, che ne è stato il prediletto e che infine ha dato il suo contributo nell'ucciderla. Lestat rincorre la sua sete di conoscenza in tutti gli angoli del mondo, mai stanco di fare esperienze, inquieto e recalcitrante , spinto da una curiosità insaziabile e decisamente umana. In nome di tutto ciò egli è capace di esporsi al sole dell'arido deserto del Sahara nel tentativo di scoprire se pur avendo nelle vene i poteri della Madre poteva morire, capace di trasferire la sua anima nel corpo di un mortale per riassaporare la vita della carne, capace di urlare la sua vera natura dal palcoscenico di un concerto del suo gruppo rock "Il vampiro Lestat".(ricorderete di certo la battuta di una annoiata Buffy di fronte ad un Dracula decisamente démodé in "Buffy vs Dracula"!) Dice Marius a Lestat: "Pochissimi esseri cercano davvero la conoscenza in questo mondo. Mortali o immortali, pochi chiedono veramente. Al contrario, cercano di strappare all'ignoto le risposte che hanno già formulato nelle loro menti…..giustificazioni, conferme, forme di consolazione senza le quali non possono tirare avanti . Chiedere veramente significa spalancare la porta al turbine. La risposta può annientare la domanda e l'interrogante. Ma tu hai chiesto veramente." Anne Rice ama i suoi figli delle tenebre e li descrive con la forza visionaria di una madre. E' lei la madre di tutti i vampiri: ha guardato il loro mondo dall'interno, ne ha descritto le sensazioni più profonde, i pensieri più nascosti e più umani, ce li ha presentati in tutta la loro splendida decadenza di anime mortali imprigionate in corpi immortali, ce li ha fatti amare e temere nello stesso tempo…. Se Lestat entrasse dalla nostra finestra in cerca di un nuovo fratello chi ci assicura che nei nostri occhi non balenerebbe una scintilla di puro, selvaggio desiderio?

 

 
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