IL
RITORNO DEL DEFUNTO
Miti e tradizioni sulle origini dei Vampiri
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Il timore del ritorno di un morto nel
mondo dei vivi è diffuso in tante culture
nelle varie ere del mondo, fin dal Neolitico,
quando i cadaveri venivano arsi e chiusi
nelle urne, oppure sepolti strettamente
legati in avelli, serrati da pesanti lastre
di pietra. Ancora dopo nei "tempi moderni",
tra popolazioni appena entrate in contatto
con l'uomo bianco, gli antropologi registrarono
strane usanze. Ad esempio: nella Columbia
Britannica, presso gli SHUSWAP, vedove
e vedovi restavano a lungo isolati dalla
comunità, dormivano su giacigli di spine
per scoraggiare visite indesiderate da
parte del coniuge defunto. Altre popolazioni
usavano metodi più duri per scoraggiare
il ritorno dei morti, tra questi: i Persiani,
i Medi, i Parti e gli Iberni, davano in
pasto alle belve i propri defunti; alcuni
popoli nomadi della Russia (CIUVASCI),
inchiodavano i cadaveri nelle bare con
ferri appuntiti, i quali venivano fatti
passare attraverso la testa e il cuore.
I romani onoravano il defunto (definito
"colui che non è più") attraverso riti
annuali quali i parentalia, i caristia
(banchetto funebre di anniversario), ma
temevano il ritorno del morto dall'al-di-là,
perciò provvedevano a che il defunto nella
tomba avesse a disposizione tutto l'occorrente
che doveva accompagnarlo nel suo viaggio,
ma cosa ancora più importante facevano
il necessario affinché il defunto avesse
sepoltura e ciò era rito dovuto non solo
al ricco aristocratico ma anche al povero
che viveva nelle insulae. I morti non
sepolti, infatti, tornavano a tormentare
i vivi sottoforma di lemures che l'uomo
romano cercava di tenere lontano attraverso
i lemuria, una ricorrenza che si svolgeva
il 9,11,13 maggio. Tutto ciò, talvolta,
poteva non essere sufficiente, infatti,
sono infinite le leggende di defunti tornati
presso i vivi per esigere il proprio tributo.
Garman alla fine del XVII secolo riporta:
"Prima dell'attacco di una mortale epidemia,
certi defunti sepolti, soprattutto del
sesso debole (attenzione: si sa che gli
stregoni sono quasi sempre donne), divorano
il loro sudario e le loro vesti funebri
emettendo un grido acuto simile a quello
dei porci quando mangiano, donde il nome
popolare di Schmaetzende Tode. Le succhiano,
le mangiano, le divorano finché possono".
Quando un simile fatto si verifica, è
il segno di una terribile epidemia che
sta per abbattersi su una città. Avvertiti,
gli uomini del paese "Aprono le tombe,
strappano dalla mascella dei morti il
loro sudario inghiottito, e con un colpo
di pala tranciano la testa del cadavere".
Così è accaduto in Polonia nel 1572, e
la peste è cessata solo quando i cadaveri
sono stati decapitati: erano corpi di
streghe? Nota, forse, è la leggenda della
Fidanzata di Corinto (celebrata da Goethe
e tradotta da Benedetto Croce) nella quale
la fanciulla Filinnio, alla quale la madre
aveva impedito, in vita, di unirsi al
promesso sposo, che torna da morta a reclamare
il compimento dell'amplesso: "Dalla tomba
mi levo a ricercare il bene che mi manca
dell'amore, il mio sposo perduto ad abbracciare
ed a suggere il sangue del suo cuore"
Il collegamento vita-oltretomba-sesso-sangue,
è presente in molte tradizioni e in ampio
spettro di culture e sta alla base delle
ricerche dello storico Ariès raccolte
nel suo libro "Storia della morte in occidente".
Presso i Babilonesi vi era un demone femmina
chiamato LAMASHTU, che attirava gli uomini
per berne il sangue, e strappava il feto
dal grembo della donne incinte. In uno
scongiuro si legge: "Colei che mi ha preso,
notte e giorno mi travaglia, prosciuga
le mie carni, tutto il giorno mi stringe,
tutta la notte non mi lascia". Il termine
Vampiro, con cui distinguiamo i morti
bevitori di sangue, è d'origine slava;
secondo molti è l'insieme della parola
lituana WEMPTI, (bere) e quella turca
UBER (essere diabolico). Secondo la tradizione
rabbinica, la stirpe de Vampiri, ha avuto
inizio dal "matrimonio" di Adamo e il
demone Lilith. Il Vampiro propriamente
detto è un defunto che per concessione
infernale, sopravvive alla propria morte
succhiando il sangue sottratto ai viventi.
Secondo il popolo slavo, le persone maggiormente
destinate a diventare un vampiro erano
i defunti di morte violenta e i giovani
vergini: si pensava infatti, che questi
defunti fossero ancora avidi delle gioie
di cui il prematuro trapasso li aveva
privati. La tipologia e il nome del Vampiro
varia a seconda del popolo di appartenenza,
alcuni esempi: i polacchi lo chiamavano
UPIR (lingua affilata come un pungiglione).
Nella Piccola Russia era detto MJERTOVJEK,
ed era considerato figlio di un lupo mannaro
e di una strega. Per i serbi e i montenegrini
VURDALAK, colui che in vita era stato
un uomo dalla condotta riprovevole. Secondo
quanto stabilisce l'enciclopedia mitica
il vampiro è un'entità non-morta che durante
la notte sorge dalla tomba per nutrirsi
del sangue dei viventi. La parola non
morti in generale si riferisce ad una
creatura che sebbene defunta agisce ancora
nel regno dei vivi. La parola "vampiro"
deriva dallo slavo Obyri o Obiri che ha
subito nel bulgaro una trasformazione
in "vampir". Sebbene le fonti non siano
concordanti, si dice che la parola greca
nosophoros (portatore di piaga), evolutasi
nello slavo "nosufur-atu" sia un sinonimo
di vampiro. Nella nostra cultura hanno
spesso il medesimo significato. Il mito
del vampiro e le leggende di morti che
risorgono per bere il sangue dei viventi
sono presenti in tutte le culture, dall'Africa
al Giappone, dall'Inghilterra alla Spagna.
Nell'area slava in particolare il mito
del vampiro si è diffuso probabilmente
a causa della elevata presenza di popolazioni
zingare che, provenienti dall'India ha
contribuito a diffondere il folklore di
tutti i paesi attraversati. Secondo la
leggenda le vittime di un vampiro muoiono
oppure mutano in vampiri a loro volta.
Esistono diversi modi per divenire vampiri:
un bambino nato sotto un cattivo presagio
un suicida oppure chi si dedica alla stregoneria:
tutti questi possono divenire vampiri.
Addirittura nelle leggende più popolari
anche gli oggetti inanimati e gli animali
potrebbero diventarlo. Si suppone che
i vampiri possano trasformarsi in animali,
in nebbia oppure controllare alcune creature
e gli elementi. Si dice che alcuni possano
anche volare. Solitamente le leggende
narrano di vampiri che riposano nelle
bare o che tornano nella terra della loro
tomba, secondo alcune leggende pare che
abbiano bisogno di tornare alla terra
della loro patria originaria ogni notte,
che non possano attraversare i corsi d'acqua
o riflettersi in uno specchio; che non
sopportino il crocefisso cristiano e che
non possano entrare in un luogo senza
essere invitati. Per proteggersi da queste
creature non morte il metodo più sicuro
nei paesi cristiani sembra essere appunto
il crocefisso, ma non si sa cosa venisse
usato prima dell'avvento della religione
cristiana. Ci sono anche rimedi che potremmo
definire casalinghi l'aglio è il più famoso
oppure il biancospino. Nei racconti si
sente spesso parlare dell'argento come
difesa dai vampiri: in realtà era il ferro
il metallo più usato. Schegge di ferro
venivano usate poste sotto le culle dei
bambini, si indossavano collane di ferro
ed altri oggetti venivano sparsi nel luogo
da proteggere. Il vampiro poteva essere
distrutto anche tramite cremazione, mozzandogli
il capo, esponendolo alla luce solare
o trafiggendogli il cuore con un paletto.
Altre superstizioni riferiscono che un
vampiro può essere eliminato toccandolo
con un crocefisso, bagnandolo con acquasanta
ed aglio, riempiendolo di sassi e gettandolo
in un fiume, o usando un "dhampir", o
il figlio di un vampiro. Si ritiene che
i damphir siano gli unici a vedere i vampiri
invisibili e spesso sfruttino questa loro
abilità offrendo i propri servigi ai cacciatori
di vampiri.