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IL RITORNO DEL DEFUNTO
Miti e tradizioni sulle origini dei Vampiri
©2002 NightIsland.Net


Il timore del ritorno di un morto nel mondo dei vivi è diffuso in tante culture nelle varie ere del mondo, fin dal Neolitico, quando i cadaveri venivano arsi e chiusi nelle urne, oppure sepolti strettamente legati in avelli, serrati da pesanti lastre di pietra. Ancora dopo nei "tempi moderni", tra popolazioni appena entrate in contatto con l'uomo bianco, gli antropologi registrarono strane usanze. Ad esempio: nella Columbia Britannica, presso gli SHUSWAP, vedove e vedovi restavano a lungo isolati dalla comunità, dormivano su giacigli di spine per scoraggiare visite indesiderate da parte del coniuge defunto. Altre popolazioni usavano metodi più duri per scoraggiare il ritorno dei morti, tra questi: i Persiani, i Medi, i Parti e gli Iberni, davano in pasto alle belve i propri defunti; alcuni popoli nomadi della Russia (CIUVASCI), inchiodavano i cadaveri nelle bare con ferri appuntiti, i quali venivano fatti passare attraverso la testa e il cuore. I romani onoravano il defunto (definito "colui che non è più") attraverso riti annuali quali i parentalia, i caristia (banchetto funebre di anniversario), ma temevano il ritorno del morto dall'al-di-là, perciò provvedevano a che il defunto nella tomba avesse a disposizione tutto l'occorrente che doveva accompagnarlo nel suo viaggio, ma cosa ancora più importante facevano il necessario affinché il defunto avesse sepoltura e ciò era rito dovuto non solo al ricco aristocratico ma anche al povero che viveva nelle insulae. I morti non sepolti, infatti, tornavano a tormentare i vivi sottoforma di lemures che l'uomo romano cercava di tenere lontano attraverso i lemuria, una ricorrenza che si svolgeva il 9,11,13 maggio. Tutto ciò, talvolta, poteva non essere sufficiente, infatti, sono infinite le leggende di defunti tornati presso i vivi per esigere il proprio tributo. Garman alla fine del XVII secolo riporta: "Prima dell'attacco di una mortale epidemia, certi defunti sepolti, soprattutto del sesso debole (attenzione: si sa che gli stregoni sono quasi sempre donne), divorano il loro sudario e le loro vesti funebri emettendo un grido acuto simile a quello dei porci quando mangiano, donde il nome popolare di Schmaetzende Tode. Le succhiano, le mangiano, le divorano finché possono". Quando un simile fatto si verifica, è il segno di una terribile epidemia che sta per abbattersi su una città. Avvertiti, gli uomini del paese "Aprono le tombe, strappano dalla mascella dei morti il loro sudario inghiottito, e con un colpo di pala tranciano la testa del cadavere". Così è accaduto in Polonia nel 1572, e la peste è cessata solo quando i cadaveri sono stati decapitati: erano corpi di streghe? Nota, forse, è la leggenda della Fidanzata di Corinto (celebrata da Goethe e tradotta da Benedetto Croce) nella quale la fanciulla Filinnio, alla quale la madre aveva impedito, in vita, di unirsi al promesso sposo, che torna da morta a reclamare il compimento dell'amplesso: "Dalla tomba mi levo a ricercare il bene che mi manca dell'amore, il mio sposo perduto ad abbracciare ed a suggere il sangue del suo cuore" Il collegamento vita-oltretomba-sesso-sangue, è presente in molte tradizioni e in ampio spettro di culture e sta alla base delle ricerche dello storico Ariès raccolte nel suo libro "Storia della morte in occidente". Presso i Babilonesi vi era un demone femmina chiamato LAMASHTU, che attirava gli uomini per berne il sangue, e strappava il feto dal grembo della donne incinte. In uno scongiuro si legge: "Colei che mi ha preso, notte e giorno mi travaglia, prosciuga le mie carni, tutto il giorno mi stringe, tutta la notte non mi lascia". Il termine Vampiro, con cui distinguiamo i morti bevitori di sangue, è d'origine slava; secondo molti è l'insieme della parola lituana WEMPTI, (bere) e quella turca UBER (essere diabolico). Secondo la tradizione rabbinica, la stirpe de Vampiri, ha avuto inizio dal "matrimonio" di Adamo e il demone Lilith. Il Vampiro propriamente detto è un defunto che per concessione infernale, sopravvive alla propria morte succhiando il sangue sottratto ai viventi. Secondo il popolo slavo, le persone maggiormente destinate a diventare un vampiro erano i defunti di morte violenta e i giovani vergini: si pensava infatti, che questi defunti fossero ancora avidi delle gioie di cui il prematuro trapasso li aveva privati. La tipologia e il nome del Vampiro varia a seconda del popolo di appartenenza, alcuni esempi: i polacchi lo chiamavano UPIR (lingua affilata come un pungiglione). Nella Piccola Russia era detto MJERTOVJEK, ed era considerato figlio di un lupo mannaro e di una strega. Per i serbi e i montenegrini VURDALAK, colui che in vita era stato un uomo dalla condotta riprovevole. Secondo quanto stabilisce l'enciclopedia mitica il vampiro è un'entità non-morta che durante la notte sorge dalla tomba per nutrirsi del sangue dei viventi. La parola non morti in generale si riferisce ad una creatura che sebbene defunta agisce ancora nel regno dei vivi. La parola "vampiro" deriva dallo slavo Obyri o Obiri che ha subito nel bulgaro una trasformazione in "vampir". Sebbene le fonti non siano concordanti, si dice che la parola greca nosophoros (portatore di piaga), evolutasi nello slavo "nosufur-atu" sia un sinonimo di vampiro. Nella nostra cultura hanno spesso il medesimo significato. Il mito del vampiro e le leggende di morti che risorgono per bere il sangue dei viventi sono presenti in tutte le culture, dall'Africa al Giappone, dall'Inghilterra alla Spagna. Nell'area slava in particolare il mito del vampiro si è diffuso probabilmente a causa della elevata presenza di popolazioni zingare che, provenienti dall'India ha contribuito a diffondere il folklore di tutti i paesi attraversati. Secondo la leggenda le vittime di un vampiro muoiono oppure mutano in vampiri a loro volta. Esistono diversi modi per divenire vampiri: un bambino nato sotto un cattivo presagio un suicida oppure chi si dedica alla stregoneria: tutti questi possono divenire vampiri. Addirittura nelle leggende più popolari anche gli oggetti inanimati e gli animali potrebbero diventarlo. Si suppone che i vampiri possano trasformarsi in animali, in nebbia oppure controllare alcune creature e gli elementi. Si dice che alcuni possano anche volare. Solitamente le leggende narrano di vampiri che riposano nelle bare o che tornano nella terra della loro tomba, secondo alcune leggende pare che abbiano bisogno di tornare alla terra della loro patria originaria ogni notte, che non possano attraversare i corsi d'acqua o riflettersi in uno specchio; che non sopportino il crocefisso cristiano e che non possano entrare in un luogo senza essere invitati. Per proteggersi da queste creature non morte il metodo più sicuro nei paesi cristiani sembra essere appunto il crocefisso, ma non si sa cosa venisse usato prima dell'avvento della religione cristiana. Ci sono anche rimedi che potremmo definire casalinghi l'aglio è il più famoso oppure il biancospino. Nei racconti si sente spesso parlare dell'argento come difesa dai vampiri: in realtà era il ferro il metallo più usato. Schegge di ferro venivano usate poste sotto le culle dei bambini, si indossavano collane di ferro ed altri oggetti venivano sparsi nel luogo da proteggere. Il vampiro poteva essere distrutto anche tramite cremazione, mozzandogli il capo, esponendolo alla luce solare o trafiggendogli il cuore con un paletto. Altre superstizioni riferiscono che un vampiro può essere eliminato toccandolo con un crocefisso, bagnandolo con acquasanta ed aglio, riempiendolo di sassi e gettandolo in un fiume, o usando un "dhampir", o il figlio di un vampiro. Si ritiene che i damphir siano gli unici a vedere i vampiri invisibili e spesso sfruttino questa loro abilità offrendo i propri servigi ai cacciatori di vampiri.

 

 
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