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EDICOLA MAEL

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VAMPIRE PRINCESS MIYU
Il vampiro nel manga giapponese
©2002 NightIsland.Net


Sebbene nata da poco, anche nel sol levante la nostra tenebrosa creatura, accompagnata dalla sua nemesi, l'ammazzavampiri, inizia ad entrare di prepotenza nell'immaginario dei lettori di manga ma anche nelle produzioni animate attraverso numerosi prodotti tra i quali ricordiamo il cupissimo "Vampire Hunter D", il recente "Blood" (con una curiosa e spietata slayer in divisa da marinaretta e spadona da samurai) e "Vampire Princess Miyu".

Sceneggiato da Toshio Hirano (tra l'altro regista di Magic Knight Reyarth) ed illustrato da Narumi Kakinouchi "Vampire Princess Miyu" ci catapulta in una girandola di mondi paralleli in cui il soprannaturale in ogni sua forma, dai poteri esp agli spettri (Shinma), dal vampirismo classico ai mostri, la fa da padrone: la studentessa graziosa e schiva delle tavole iniziali in realtà non è altri che la custode della prima porta mistica che divide il Makai (la dimora degli spiriti) ed il mondo terreno… altri non è che una combattente crudele incaricata di risucchiare tramite i suoi fuochi fatui ogni spettro che abbia oltrepassato la soglia tra i due mondi con il fine di perseguitare gli uomini. Nonostante la nobile missione a cui il fato l'ha destinata, Miyu è tutt'altro che un'eroina votata al bene supremo: ella è un ibrido tra un'uccisore di demoni ed un demone stesso, molto simile nella sua accezione al fortunato personaggio di "Blade" dei fumetti americani e dell'omonimo film. I poteri soprannaturali, ereditati per via materna, che la giovane sfrutta nella battaglia contro gli Shinma sono legati a doppio filo ad una legge quanto mai crudele: l'oscurità è distrutta dall'oscurità, Miyu Yamano è un vampiro. Ella ha in comune con l'oscurità del Makai più di quanto si possa immaginare anche se il suo tipo di vampirismo è parziale. La fanciulla è per metà demone e per metà umana, può vivere un'esistenza alla luce del sole e nutrirsi un numero di volte molto inferiore a quello del vampiro comune della letteratura ma fisicamente è congelata all'età di tredici anni quando il richiamo del sangue (e conseguentemente il primo morso) risveglia il demone assopito in lei. Dunque ella non può avere amici che per poco, non può innamorarsi di un mortale né vivere per troppo tempo nello stesso luogo. La principessa vampiro è in sé e per sé pericolosa per gli esseri umani quanto gli spiriti che ricaccia nel Makai, ciò che la differenzia è l'autocontrollo che deve esercitare su se stessa ogni istante della vita. Incapace di vivere tra gli uomini, destinata a rimanere alle soglie del Makai, Miyu, sospesa tra i due mondi, è vittima del fato, destinata alla solitudine. La madre, quando sente ormai prossimo il richiamo al dovere per la figlioletta, medita nella disperazione di ucciderla per sottrarla al destino di sangue e distruzione che l'attende. Ma in definitiva la fanciulla vampiro imbocca con determinazione e senza rimpianti la strada di custode e si rivela tutt'altro che un individuo fragile e sofferente: fredda, ironica, crudele eppure all'occasione compassionevole racchiude negli occhi dorati d'una luce soprannaturale la doppia natura di angelo e demonio insieme. La spietatezza e nel contempo l'intima sofferenza di Miyu culminano nella figura del suo servo e compagno Larva che ella ricerca e lega a sé con un patto di sangue, d'amore e dipendenza. Larva(*) è uno spettro proveniente dall'Occidente che rimane vittima consenziente della giovane vampira: le due anime solitarie s'incontrano e si uniscono nell'eternità tramite il sangue in un legame fisico che supera il piano della sessualità, per altro solo vagamente accennato, fino estendersi alla vera e propria dipendenza spirituale. Lo stesso tipo di legame intimo collega Miyu a Yui. Yui è figlia e sorella della principessa, sua vittima inconsapevole, avendone ricevuto il sangue dall'utero della madre che, destinata a morire prematuramente, riceve l' eternità dal bacio di Miyu. Il rapporto tra le due fanciulle è di devozione assoluta, un legame talmente carnale da permettere a Yui di percepire se Miyu si trova in pericolo, se soffre, se necessita aiuto arrivando addirittura a farla ritornare dalla morte attraverso il sangue. Nel rapporto con Yui si esprime con maggiore intensità la doppiezza della principessa vampiro: l'ipotetica nobile intenzione (sottrarre alla morte una donna condannata) si confonde con il desiderio di sfidare la natura (la legge ciclica vita-morte) e con la crudeltà intrinseca del gesto (vampirizzare una donna incinta). Inoltre nessuno vieta al lettore di ipotizzare tutta una serie di secondi fini nascosti dietro l'apparente gesto di pietà di Miyu, primo fra tutti assicurarsi l'esistenza sulla terra di un individuo, nella fattispecie Yui, che in caso di disfatta possa. con il rito dello scambio del sangue, assicurarle una via di sopravvivenza. Il fascino di Miyu è il fascino di un Male non totalmente condannabile, di una corruzione inconsapevole, voluta dal destino, di un compito che condiziona l'esistenza ma non impedisce di desiderare, soffrire, amare. Il lettore ne è la prima vittima: ogni tavola è un'illustrazione vera e propria dal tratto evanescente, sottilissimo ed etereo, i fondali sono ridotti al minimo, tutta l'attenzione è focalizzata sull'espressione del personaggio, sulla mimica e sulla postura. Gli occhi vivissimi e la gestualità misurata della principessa, le mani di Larva che sono anche più visibili del volto a causa della maschera che porta sempre con sé, la rarefazione della narrazione grafica ed il ritmo mai uguale della successione delle vignette nei dialoghi come nei combattimenti accompagnano il lettore alla scoperta di un intreccio fittissimo e per nulla scontato in cui la linea di demarcazione tra bene e male risulta tutt'altro che nettamente delineata. Una trama per altro che dona largo spazio ai personaggi secondari a tal punto da generare naturalmente degli spin off tra i quali citiamo per successo riscontrato in giappone "Vampire princess Yui". In realtà "Vampire Princess Miyu" diventa fumetto solo in un secondo tempo poiché nasce in un'animazione (tecnicamente detta "anime") caratterizzata dall'altissima qualità delle storie, dalla grafica curatissima e da una colonna sonora d'atmosfera di grande effetto. Purtroppo l'anime non è ancora disponibile in italiano ma solo in lingua originale sottotitolata in inglese.(**) Il creatore e sceneggiatore di Miyu, Hirano, dice della propria creatura: " Tra tutte le mie figlie lei è quella più libera, fa quello che le pare. Sta trattenendo un uomo forte come Larva, non so che altro dire! Perciò questa volta (scrivendo il fumetto n.d.r.) ho deciso di castigarla un po'… di farla sembrare più umana. Le ho creato nemici forti che le daranno filo da torcere. Ma per come è fatta, non credo che si arrenderà facilmente. Vincerò io o vincerò Miyu? Comunque io cercherò di renderle lo scontro il più duro possibile." Nell'atmosfera onirica del Makai, nelle ambientazioni surreali in cui la principessa catapulta le sue prede prima di ricacciarle nel loro inferno, per le strade di un'anonima, indifferente metropoli nipponica si aggira un'ombra, una maschera rigata da lacrime di sangue spunta da un mantello blu cobalto… dall' azzurro intenso guizza una lampo d'oro, lo sguardo crudele al di sopra della candida mano, che sorregge la fiamma… "Brucerai lentamente fino alla fine, spettro".

Note:

(*)Larva, ae: f. latino, spettro, maschera (Orazio), scheletro (Petronio)

(**) Il fumetto "Vampire princess Miyu" è edito da Play Press a 4.000 lire per un totale di 10 volumetti.

 

 
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