VAMPIRE
PRINCESS MIYU
Il vampiro nel manga giapponese
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Sebbene nata da poco, anche nel sol levante
la nostra tenebrosa creatura, accompagnata
dalla sua nemesi, l'ammazzavampiri, inizia
ad entrare di prepotenza nell'immaginario
dei lettori di manga ma anche nelle produzioni
animate attraverso numerosi prodotti tra
i quali ricordiamo il cupissimo "Vampire
Hunter D", il recente "Blood" (con una
curiosa e spietata slayer in divisa da
marinaretta e spadona da samurai) e "Vampire
Princess Miyu".
Sceneggiato da Toshio
Hirano (tra l'altro regista di Magic Knight
Reyarth) ed illustrato da Narumi Kakinouchi
"Vampire Princess Miyu" ci catapulta in
una girandola di mondi paralleli in cui
il soprannaturale in ogni sua forma, dai
poteri esp agli spettri (Shinma), dal
vampirismo classico ai mostri, la fa da
padrone: la studentessa graziosa e schiva
delle tavole iniziali in realtà non è
altri che la custode della prima porta
mistica che divide il Makai (la dimora
degli spiriti) ed il mondo terreno… altri
non è che una combattente crudele incaricata
di risucchiare tramite i suoi fuochi fatui
ogni spettro che abbia oltrepassato la
soglia tra i due mondi con il fine di
perseguitare gli uomini. Nonostante la
nobile missione a cui il fato l'ha destinata,
Miyu è tutt'altro che un'eroina votata
al bene supremo: ella è un ibrido tra
un'uccisore di demoni ed un demone stesso,
molto simile nella sua accezione al fortunato
personaggio di "Blade" dei fumetti americani
e dell'omonimo film. I poteri soprannaturali,
ereditati per via materna, che la giovane
sfrutta nella battaglia contro gli Shinma
sono legati a doppio filo ad una legge
quanto mai crudele: l'oscurità è distrutta
dall'oscurità, Miyu Yamano è un vampiro.
Ella ha in comune con l'oscurità del Makai
più di quanto si possa immaginare anche
se il suo tipo di vampirismo è parziale.
La fanciulla è per metà demone e per metà
umana, può vivere un'esistenza alla luce
del sole e nutrirsi un numero di volte
molto inferiore a quello del vampiro comune
della letteratura ma fisicamente è congelata
all'età di tredici anni quando il richiamo
del sangue (e conseguentemente il primo
morso) risveglia il demone assopito in
lei. Dunque ella non può avere amici che
per poco, non può innamorarsi di un mortale
né vivere per troppo tempo nello stesso
luogo. La principessa vampiro è in sé
e per sé pericolosa per gli esseri umani
quanto gli spiriti che ricaccia nel Makai,
ciò che la differenzia è l'autocontrollo
che deve esercitare su se stessa ogni
istante della vita. Incapace di vivere
tra gli uomini, destinata a rimanere alle
soglie del Makai, Miyu, sospesa tra i
due mondi, è vittima del fato, destinata
alla solitudine. La madre, quando sente
ormai prossimo il richiamo al dovere per
la figlioletta, medita nella disperazione
di ucciderla per sottrarla al destino
di sangue e distruzione che l'attende.
Ma in definitiva la fanciulla vampiro
imbocca con determinazione e senza rimpianti
la strada di custode e si rivela tutt'altro
che un individuo fragile e sofferente:
fredda, ironica, crudele eppure all'occasione
compassionevole racchiude negli occhi
dorati d'una luce soprannaturale la doppia
natura di angelo e demonio insieme. La
spietatezza e nel contempo l'intima sofferenza
di Miyu culminano nella figura del suo
servo e compagno Larva che ella ricerca
e lega a sé con un patto di sangue, d'amore
e dipendenza. Larva(*) è uno spettro proveniente
dall'Occidente che rimane vittima consenziente
della giovane vampira: le due anime solitarie
s'incontrano e si uniscono nell'eternità
tramite il sangue in un legame fisico
che supera il piano della sessualità,
per altro solo vagamente accennato, fino
estendersi alla vera e propria dipendenza
spirituale. Lo stesso tipo di legame intimo
collega Miyu a Yui. Yui è figlia e sorella
della principessa, sua vittima inconsapevole,
avendone ricevuto il sangue dall'utero
della madre che, destinata a morire prematuramente,
riceve l' eternità dal bacio di Miyu.
Il rapporto tra le due fanciulle è di
devozione assoluta, un legame talmente
carnale da permettere a Yui di percepire
se Miyu si trova in pericolo, se soffre,
se necessita aiuto arrivando addirittura
a farla ritornare dalla morte attraverso
il sangue. Nel rapporto con Yui si esprime
con maggiore intensità la doppiezza della
principessa vampiro: l'ipotetica nobile
intenzione (sottrarre alla morte una donna
condannata) si confonde con il desiderio
di sfidare la natura (la legge ciclica
vita-morte) e con la crudeltà intrinseca
del gesto (vampirizzare una donna incinta).
Inoltre nessuno vieta al lettore di ipotizzare
tutta una serie di secondi fini nascosti
dietro l'apparente gesto di pietà di Miyu,
primo fra tutti assicurarsi l'esistenza
sulla terra di un individuo, nella fattispecie
Yui, che in caso di disfatta possa. con
il rito dello scambio del sangue, assicurarle
una via di sopravvivenza. Il fascino di
Miyu è il fascino di un Male non totalmente
condannabile, di una corruzione inconsapevole,
voluta dal destino, di un compito che
condiziona l'esistenza ma non impedisce
di desiderare, soffrire, amare. Il lettore
ne è la prima vittima: ogni tavola è un'illustrazione
vera e propria dal tratto evanescente,
sottilissimo ed etereo, i fondali sono
ridotti al minimo, tutta l'attenzione
è focalizzata sull'espressione del personaggio,
sulla mimica e sulla postura. Gli occhi
vivissimi e la gestualità misurata della
principessa, le mani di Larva che sono
anche più visibili del volto a causa della
maschera che porta sempre con sé, la rarefazione
della narrazione grafica ed il ritmo mai
uguale della successione delle vignette
nei dialoghi come nei combattimenti accompagnano
il lettore alla scoperta di un intreccio
fittissimo e per nulla scontato in cui
la linea di demarcazione tra bene e male
risulta tutt'altro che nettamente delineata.
Una trama per altro che dona largo spazio
ai personaggi secondari a tal punto da
generare naturalmente degli spin off tra
i quali citiamo per successo riscontrato
in giappone "Vampire princess Yui". In
realtà "Vampire Princess Miyu" diventa
fumetto solo in un secondo tempo poiché
nasce in un'animazione (tecnicamente detta
"anime") caratterizzata dall'altissima
qualità delle storie, dalla grafica curatissima
e da una colonna sonora d'atmosfera di
grande effetto. Purtroppo l'anime non
è ancora disponibile in italiano ma solo
in lingua originale sottotitolata in inglese.(**)
Il creatore e sceneggiatore di Miyu, Hirano,
dice della propria creatura: " Tra tutte
le mie figlie lei è quella più libera,
fa quello che le pare. Sta trattenendo
un uomo forte come Larva, non so che altro
dire! Perciò questa volta (scrivendo il
fumetto n.d.r.) ho deciso di castigarla
un po'… di farla sembrare più umana. Le
ho creato nemici forti che le daranno
filo da torcere. Ma per come è fatta,
non credo che si arrenderà facilmente.
Vincerò io o vincerò Miyu? Comunque io
cercherò di renderle lo scontro il più
duro possibile." Nell'atmosfera onirica
del Makai, nelle ambientazioni surreali
in cui la principessa catapulta le sue
prede prima di ricacciarle nel loro inferno,
per le strade di un'anonima, indifferente
metropoli nipponica si aggira un'ombra,
una maschera rigata da lacrime di sangue
spunta da un mantello blu cobalto… dall'
azzurro intenso guizza una lampo d'oro,
lo sguardo crudele al di sopra della candida
mano, che sorregge la fiamma… "Brucerai
lentamente fino alla fine, spettro".
Note:
(*)Larva, ae: f. latino,
spettro, maschera (Orazio), scheletro
(Petronio)
(**) Il fumetto "Vampire
princess Miyu" è edito da Play Press a
4.000 lire per un totale di 10 volumetti.